AMORE O ABITUDINE?

Vivi da tanti anni una relazione di coppia? A volte ti chiedi se si tratti di amore o abitudine? Come fare a scoprirlo? 

Pensi di vivere una relazione felice? Come puoi rendertene conto?

Scopriamolo insieme, seguendo qualche consiglio della nostra Psicologa e Psicoterapeuta Silvia Ceriani!

LE COPPIE FELICI E LE DINAMICHE DELLA RELAZIONE

«Le coppie felicemente sposate non sono più intelligenti, più ricche o più psicologicamente astute delle altre, ma nelle loro vite quotidiane hanno messo in moto una dinamica che impedisce ai loro pensieri e sentimenti negativi (che tutte le coppie hanno) di avere la meglio su quelli positivi. Cioè sono in quello che chiamo un matrimonio emotivamente intelligente»

Gottman, John. Intelligenza emotiva per la coppia (Italian Edition) (p.11). RIZZOLI LIBRI. 

Come accennato da Gottman, una coppia che da tanti anni vive felicemente la sua relazione ha acquisito e utilizzato delle dinamiche che hanno consentito ai partner di vivere un “matrimonio emotivamente intelligente”, dunque, sono riusciti a fare in modo che i sentimenti positivi potessero prevalere su quelli negativi. 

Risulta, tuttavia, necessario considerare anche un altro aspetto fondamentale all’interno delle relazioni felici: l’armonia, dovuta al continuo scambio che si riscontra nella dinamica di una coppia felice. Questo aspetto viene poeticamente raccontato dalla canzone di F. Gabbani “Viceversa”, per cui il cantante ci racconta come “il complesso meccanismo” che consente l’armonia all’interno della relazione che sta vivendo si basa proprio sulla presenza dell’uno per l’altro, sulla vicinanza e sulla reciprocità, così come accade nelle coppie che Gottman definisce “felici”.

Amore o Abitudine?

Questi aspetti vengono confermati dalla letteratura, infatti, Zeifman e Hazan (2006) indicano come le caratteristiche della relazione di coppia risiedano in quattro punti fondamentali: 

  • RECIPROCITA’: ognuno dei partner è base sicura e rifugio sicuro per l’altro.
  • RICERCA DI VICINANZA E CONTATTO FISICOtale ricerca di vicinanza è dovuta all’attrazione sessuale, specialmente nelle fasi iniziali della relazione. 
  • CONTATTO FISICOinteso nel senso più ampio del termine, sta ad indicare il guardarsi negli occhi, abbracciarsi teneramente, strofinarsi, baciarsi. Il contatto faccia a faccia, pelle a pelle, è fondamentale per stabilire il legame e mantenerlo (Harlow, 1958).
  • EFFETTI SULLA SALUTE FISICA E MENTALEtali legami portano sicuramente un beneficio, e possono anche esserci problemi dovuti alla mancanza di tali legami.

AMORE O ABITUDINE? COME ERAVAMO… COME SIAMO…

Vediamo insieme tre diverse tipologie di relazioni sviluppate durante l’infanzia che vanno a condizionare le relazioni del presente:

Amore o Abitudine?
  • Situazione in cui i soggetti ora stabiliti in una relazione di coppia, nel passato hanno avuto dei caregiver in grado di soddisfare i loro bisogni di vicinanza e cura, hanno sviluppato una immagine di sé e degli altri  positiva, si sentono meritevoli di stima e amore.

Attualmente: tali individui vivono bene l’intimità con il partner, riconosco i segnali di bisogno e sono in grado di risolvere i conflitti in modo costruttivo, offrono accudimento sensibile e responsivo, inviano segnali di richiesta e di conforto chiari e coerenti.
 

  • Situazione in cui il soggetto ha sperimentato rifiuti, assenze e ostilità da parte dei genitori, i quali hanno svalutato o minimizzato l’importanza delle esperienze di attaccamento.

Attualmente, tali individui, all’interno della relazione, potrebbe tendere a rimanere distanti e a minimizzare i momenti di difficoltà, affidandosi poco al partner. I soggetti con tali esperienze passate, non sono inclini a vivere le relazioni d’amore in modo passionale e hanno difficoltà a chiedere conforto se in difficoltà, in generale faticano ad esprimere i loro bisogni.

  • Il soggetto, durante l’infanzia, ha vissuto la relazione di attaccamento come caratterizzata da una costante preoccupazione circa l’affidabilità e la disponibilità del genitore a soddisfare le proprie richieste affettive. 

Attualmente, tali individui potrebbero avere difficoltà a vivere esperienze intime con serenità e soddisfazione, temendo di non essere amati e ricambiati dal partner e di non essere meritevoli del loro amore. I soggetti che hanno vissuto tali esperienze, intrattengono relazioni d’amore dove è forte la dipendenza verso l’altro, sviluppando tendenze di fusione con questi. I comportamenti di autonomia del partner vengono interpretati come delle vere e proprie minacce di abbandono, infatti, offrono accudimento al partner in maniera intrusiva e controllante, non sono sintonizzati sul bisogno.

AMORE O ABITUDINE?

La parola “abitudine” spesso e volentieri viene associata alla parola e al concetto di “amore”. Dopo una relazione più o meno lunga, soprattutto in questa strana situazione, ti sei mai chiesto/a se la tua relazione fosse caratterizzata da amore o abitudine? In tal caso, pensi che con “abitudine” si intenda necessariamente qualcosa di negativo? 

Cerchiamo di capirlo insieme! 

Che cosa c’è di positivo nell’abitudine?

  • SICUREZZA: la sensazione di essere protetti da qualcuno che si prende cura di noi è molto positiva. Molte coppie giovani temono la monotonia di gesti come cenare sempre in casa o andare a fare la spesa il sabato mattina. In realtà, non c’è motivo per cui soffrire per queste cose, bisogna imparare a cercare la felicità nella sicurezza.
  • CONOSCENZA: ogni cosa che facciamo abitualmente ci dice qualcosa della persona che abbiamo accanto, ci fa capire che cosa pensa o sente l’altro, e questa è un’ottima cosa.

Che cosa c’è di negativo nell’abitudine?

  • DISTRAZIONEquesto accade quando finalmente i due partner hanno il tempo di stare insieme ma sono distratti dal telefono o dalla televisione o semplicemente, nella stanza c’è un silenzio imbarazzante. In questi casi è evidente che tra loro non c’è una reale comunicazione e il peggio è che nessuno dei due si sente ignorato dall’altro: per entrambi questa situazione è diventata normale.
  • INDIFFERENZAa nessuno dei due partner importa se l’altro è triste o è felice, spesso non si separano per pigrizia o perché non vogliono essere soli, tuttavia, hanno smesso da tempo di interessarsi del benessere dell’altro.
  • PIANI INSIEME: escono con i loro amici o con la loro famiglia senza che il partner li accompagni; prendono persino decisioni importanti senza consultarsi. Evidentemente, non vedono più un futuro insieme
  • LE EMOZIONI, QUESTE SCONOSCIUTEnon sono più sorpresi, non si dicono più parole d’amore, c’è poco contatto fisico. Fanno solo cose che “sanno che devono fare” ma non è qualcosa che viene dal cuore.
  • I DIFETTI: le poche volte che si parlano, discutono. Non sanno più come vedere i pregi di ognuno di loro.
  • ATTRAZIONE: forse non hanno raggiunto qualcosa di fisico ma sono attratti da altra gente; immaginano come sarebbe la loro vita con un altro partner ma si accontentano della loro vita attuale. 
  • EVITARE I PROBLEMInon importa se il contatto è poco o molto, lo fanno automaticamente, istintivamente; preferiscono ricorrere a questo piuttosto che parlare e affrontare la loro realtà.

COSA SI PUO’ FARE?

Vediamo qualche piccolo consiglio pratico che può portare una coppia innamorata, che vuole stare bene, a non cadere nella trappola delle abitudini viste in connotazione negativa.

Amore o Abitudine?
  • Chiedersi: Ci conosciamo? Quanto ci conosciamo? Dalla conoscenza nasce non solo l’amore, ma anche la capacità di superare le tempeste coniugali.
  • Alimentare tenerezza e ammirazione.
  • Creiamo routine e disfiamole: le routine serrate possono portare all’abitudine, è funzionale che ci siano, ma ogni tanto può essere necessario cambiarle!
  • Chiedersi: noi cosa portiamo nella relazione?
  • Momenti unici e speciali per la coppia: createli, pensateli e godetevi questi attimi!
  • Coltiviamo interessi individuali: è necessario avere degli interessi di coppia, così come avere degli interessi individuali che possono farci stare meglio nella coppia!

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