Autostima: come imparare a coltivarla

Autostima

Vi è mai capitato di provare la sensazione di non essere all’altezza di un compito, un obiettivo o una relazione? Di essere ipercritici con voi stessi e di sottovalutarvi? Alla base di questi pensieri di inadeguatezza si nasconde spesso una scarsa autostima, che può portarvi a sentirvi piccoli e incompleti.

Cos’è l’autostima?

Possiamo definire l’autostima come un processo soggettivo e duraturo che ci porta a valutare e apprezzare noi stessi e il nostro valore. È quindi una valutazione che diamo relativamente a noi stessi, che può variare tra due poli opposti: quello positivo e quello negativo.

Di conseguenza chi ha un’alta autostima ha più facilità a riconoscere il proprio valore, le proprie risorse e si sente capace di affrontare le situazioni che la vita gli pone. Al contrario, chi si trova a fare i conti con una bassa autostima mostra poca fiducia nelle proprie capacità e nelle proprie qualità, sentendosi insicuro e inadeguato ad affrontare la propria vita.

L’autostima è difficile da definire in quanto è un costrutto dinamico, in continua evoluzione. Essa deriva dall’interazione tra le esperienze vissute legate al proprio passato e quelle che stiamo vivendo nel nostro presente. Per questo motivo non è statica, ma subisce continui aggiustamenti.

Non è facile, quindi, nascere con la giusta dose di autostima, piuttosto è fondamentale curarla e alimentarla durante tutto il corso dell’esistenza. È importante, soprattutto, trovare un equilibrio personale tra i due versanti di questo costrutto, che vanno dalla scarsa presenza di autostima a un’autostima ipertrofica. Infatti, se una bassa autostima rappresenta un fattore di rischio e di ostacolo nella conduzione della propria esistenza perché può incidere negativamente nelle nostre possibilità di riuscita, dall’altro canto anche un’autostima ipertrofica, ossia eccessivamente sviluppata, conduce al rischio di non riconoscere i propri errori e di sentirsi troppo sicuri di sé, senza possibilità di mettersi in discussione.

Le componenti principali

La costruzione dell’autostima si compone di tre tasselli fondamentali:

  • L’amore di sé è strettamente correlato all’amore, alle cure e alle attenzioni ricevute dalla propria famiglia durante l’infanzia. Sono proprio i nutrimenti affettivi, da parte delle figure primarie, ad influenzare maggiormente l’affetto e la cura che proviamo verso la nostra persona.
  • La visione di sé rappresenta la forza motrice che ci permette di persistere nel raggiungimento degli obiettivi cui aspiriamo, anche di fronte alle avversità. Se questa dimensione è carente, rischiamo di sviluppare una dipendenza nei confronti dei comportamenti e dei giudizi altrui, rimanendo in costante attesa di segnali provenienti dall’esterno per agire.
  • La fiducia in sé stessi legata al grado di confidenza che abbiamo nei confronti delle nostre capacità e qualità. Questa dimensione necessita di azioni o eventi che le consentano di consolidarsi e svilupparsi. Infatti, i piccoli successi che sperimentiamo nella nostra quotidianità sono un vero e proprio nutrimento per il nostro equilibrio psicologico.

Come coltivare la propria autostima

Essendo l’autostima un costrutto estremamente dinamico possiamo in prima persona imparare a mettere in atto alcuni comportamenti, modi di pensare, di relazionarci e di agire che possono accrescerla.

Vivere in maniera consapevole

Il primo passo da compiere è quello di vivere in maniera consapevole, rimanendo concentrati sugli avvenimenti che accadano nella nostra esistenza, senza cercare di eluderli o negarli.

Nonostante questo approccio possa determinare una maggiore sofferenza, in realtà non illudersi può aiutarci ad avere una valutazione di noi stessi più veritiera. Questo favorisce anche la possibilità di accingere alle nostre risorse con maggiore consapevolezza per far fronte alle situazioni che affrontiamo ogni giorno.

Vivere in maniera consapevole consente anche di sviluppare una maggiore responsabilità nei confronti delle proprie azioni, riconoscendosi, quindi, come autori dei propri successi così come dei propri insuccessi.

Questo modo di pensare e agire consente di divenire più responsabili del proprio agire e di focalizzarci maggiormente su un lavoro personale di crescita, cercando di migliorarci senza paragonarci agli altri.

Far valere il proprio punto di vista

Un altro aspetto importante riguarda la capacità di far valere il proprio punto di vista. Spesso, per paura di sbagliare o di essere giudicati, non ci esponiamo, lasciando agli altri la possibilità di prendere decisioni. È, invece, necessario iniziare poco per volta a condividere le proprie convinzioni, idee e valori, mostrandoci sicuri di noi e delle nostre risorse.

Se crediamo davvero in qualcosa, non dobbiamo temere di incontrare persone con pensieri differenti. Spesso il confronto aiuta a costruire nuove prospettive e perciò non deve essere visto necessariamente come un qualcosa di negativo da evitare ad ogni costo.

Capacità di auto-compassione

Infine, un passo importante per la crescita personale riguarda lo sviluppo della capacità di auto-compassione. In certi momenti essere compassionevoli nei propri confronti può essere davvero difficile e, in maniera automatica, potremmo mettere in atto pensieri autosvalutanti e eccessivamente critici verso noi stessi.

Dare troppo spazio agli aspetti sbagliati della propria vita e della propria persona può impedire di avere una visione oggettiva di quello che siamo, alimentando atteggiamenti di auto-sabotaggio.

Occorre, quindi, aumentare la capacità di provare compassione nei confronti dei propri errori, offrendosi delle nuove possibilità.

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