Diventare grandi: tra sfide e opportunità

Diventare grandi: tra sfide e opportunità

Diventare grandi è un processo lungo una vita intera e richiede impegno, coraggio e responsabilità sia verso sé stessi sia nei confronti di chi ci circonda. Spesso, non è un compito semplice e non si esaurisce con il semplice processo di maturazione legato alla nostra età anagrafica. Infatti, possiamo intendere la crescita come un percorso che ogni persona affronta nel corso della vita, caratterizzato da un susseguirsi di cambiamenti, che determinano una differenza rispetto alle fasi di vita precedenti.

Proviamo a pensare a tutti quei momenti in cui ci siamo trovati di fronte ad un bivio, a prendere scelte importanti, che hanno determinato una riorganizzazione strutturale della nostra identità.

La paura del nuovo

Crescere è difficile e doloroso, perché comporta l’abbandono di ciò che conosciamo per avventurarci in qualcosa di ignoto. Ci capita durante l’adolescenza, il tempo per eccellenza di maggiore cambiamento, ma non solo. Pensiamo ai giovani adulti alle prese con la costruzione di una propria identità sociale, tra ricerca di un lavoro e una relazione stabile, alle giovani coppie che progettano un futuro insieme, a chi diventa genitore e si trova a dover assumere un nuovo ruolo e a tutte quelle situazioni che implicano un cambiamento radicale della propria esistenza.

L’essere umano per sua naturale inclinazione predilige ciò che è noto, perché fornisce un senso di sicurezza e di conseguenza di protezione. Potremmo dire che ciò che conosciamo in un qualche modo ci fornisce una struttura solida entro quale muoverci con stabilità, garantendo anche una sorta di contenimento. L’ignoto, al contrario, può metterci in crisi in quanto rappresenta un qualcosa per noi non controllabile, determinando l’emergere di vissuti di paura e ansia.

Quando la paura prevale sul coraggio, la vita si arresta. Si tratta di un’emozione fondamentale che aiuta l’individuo ad adattarsi all’ambiente circostante, in quanto veicola un segnale di allarme che permette all’organismo di prepararsi a fronteggiare situazioni percepite come rischiose, portandoci a salvaguardare noi stessi e gli altri.

Questo vissuto non è di per sé negativo, tuttavia, in alcuni casi può divenire eccessivo andando ad inficiare sulle nostre capacità di risposta agli stimoli stressanti esterni.  Finiamo così per restare bloccati, in un tempo sospeso, in cui non riusciamo a reagire alla situazione in cui ci troviamo.

Un esempio lampante di questa paura che genera un blocco evolutivo riguarda un fenomeno sempre più diffuso tra i giovani adulti, soprattutto nel nostro Paese, che si caratterizza per la difficoltà di acquisire un’autonomia personale e di svincolarsi dalla propria famiglia di origine. Indubbiamente, un ruolo fondamentale è giocato dalle incertezze economiche e dalla precarietà lavorativa, tuttavia, anche la dimensione psicologica legata al tema della dipendenza ha una rilevanza non indifferente. Sempre più spesso, i giovani ritardano l’uscita dal proprio nido a causa della difficoltà nell’assumere un ruolo sociale stabile e riconoscibile.

Andare a vivere da soli, infatti, rappresenta un grande passo evolutivo che se da un lato attiva emozioni positive associate al prendersi finalmente i propri spazi di vita e iniziare a essere completamente autonomi, dall’altro lato determina paure e dubbi, legati alla novità di qualcosa mai sperimentato. Questo passaggio presuppone un grande investimento in termini di impegno e di responsabilità e, nonostante, si possano incontrare difficoltà associate ai vissuti negativi di quel che non noto, rappresenta un importante momento di crescita personale.

Il segreto è quello di procedere a piccoli passi, concedendosi il tempo adeguato per elaborare i cambiamenti che avvengono dentro di noi e intorno a noi.

Diventare grandi: tra sfide e opportunità

La crisi evolutiva

In senso comune il termine crisi richiama un’accezione puramente negativa, richiamando alla mente un qualcosa che si spezza, che implica cioè un esito solitamente sfavorevole. In ambito psicologico, questo concetto si riferisce ad un momento di vita caratterizzato dalla rottura di un equilibrio precedentemente acquisito, con la conseguente necessità di modificare gli schemi di azione e pensiero fino ad ora impiegati, che si rivelano non essere più in grado di rispondere adeguatamente alle circostanze presenti.

La crisi, quindi, può essere intesa come un passaggio necessario e cruciale per il nostro sviluppo, che contiene in sé una speranza di rinnovamento e rinascita.

Un altro elemento importante da considerare riguarda il legame tra le situazioni di crisi che inevitabilmente affrontiamo nel corso della vita con un processo di elaborazione del lutto, legato alla perdita di qualcosa internamente importante per il nostro equilibrio psicofisico.

Pensiamo ad esempio ad un adolescente che di punto in bianco si trova a dover lasciare la condizione di bambino in cui si era a lungo identificato per iniziare a costruire una propria identità indipendente e distinta da quella dei genitori.

Dal punto di vista fisico, il corpo in breve tempo assume le forme e le fattezze di un adulto, compaiono i peli sul corpo, si sviluppano i caratteri sessuali e spesso spuntano i primi brufoli che generano una completa rivoluzione dell’immagine di sé. In psicologia chiamiamo il processo di elaborazione di tutti questi cambiamenti fisici, mentalizzazione corporea e rappresenta solo uno dei molteplici cambiamenti che gli adolescenti si trovano a dover affrontare. Infatti, proviamo a pensare a tutte le dimensioni che subiscono una rivoluzione in questa fase del ciclo di vita: le relazioni sociali con il gruppo dei pari, le prime esperienze di relazioni sentimentali e sessuali, la maturazione cognitiva, nonché la messa in discussione dei valori morali e la conquista dei primi spazi di indipendenza. Elementi importantissimi per la costruzione di un senso di sé coerente e stabile.

Questo processo, essenziale ai fine di un adeguato sviluppo di ogni persona, inevitabilmente comporta anche una buona dose di dolore.

L’opportunità di crescere

Il processo di crescita rappresenta una fase delicata e fondamentale nell’esistenza di ogni essere umano: l’emergere di crisi e difficoltà indicano la comparsa di un punto cruciale nel percorso evolutivo di un individuo o di un intero sistema, che partendo da una situazione avvertita come avversa e di pericolosa, possono riuscire a trasformare la sofferenza in un’opportunità per crescere e trasformarsi.

Il cambiamento ha inizio nel momento in cui si avverte una messa in discussione di un nostro modo precedente d’essere, che può riguardare il nostro modo di pensare, di agire, di vivere i nostri stati emotivi e di relazionarci.

Un esempio significativo relativo alla necessità di modificare alcune parti del sé in modo funzionale, al fine di adattarsi a nuove situazioni riguarda la costruzione di una relazione di coppia, che inevitabilmente necessita di una messa in discussione di alcuni modi di comportarsi e pensare. Infatti, soprattutto all’inizio di una nuova relazione sentimentale siamo chiamati a partecipare ad un processo di accomodamento, in cui ad entrambi i partner è chiesto di rinunciare ad alcune abitudini al fine di andare incontro all’altro. Ciò non significa andare sempre in perdita: al contrario, implica una negoziazione, una riorganizzazione e la possibilità di generare nuove abitudini e rituali propri di quell’unione. Spesso, chi non è disposto a prendere parte a tali modificazioni ha maggiori difficoltà nell’instaurare una relazione amorosa duratura.

La crisi ha, quindi, inizio quando la nostra struttura non è più sufficiente per rispondere in modo adeguato ai compiti evolutivi che la vita ci impone.

Una prima reazione che può emergere può sembrare paradossale e consiste nell’attaccarsi con maggiore forza ai modelli vecchi ormai stabili di noi stessi. Questa reazione è strettamente connessa al sentimento di paura che si prova a primo impatto di fronte alle novità. In alcuni casi, si può anche cercare di ritornare a modelli del sé caratterizzanti fasi evolutive passate mostrando comportamenti regressivi, o al contrario potremmo cercare di sublimare i nostri vissuti di paura sotto forma di aggressività e comportamenti trasgressivi o ancora potremmo seppellire le nostre inquietudini cercando di evitarle. È chiaro che ci troveremo in un turbinio di emozioni difficili da controllare.

Questa fase è preziosa per ognuno di noi, in quanto permette di attingere alle nostre risorse migliori necessarie, non solo a superare gli ostacoli del momento, ma anche a sviluppare una nuova visione di sé e della propria vita. Proprio per questo motivo, attraversare il cambiamento e vivere con consapevolezza i vissuti emotivi che esso comporta, aiuta ognuno di noi a migliorarsi e a trovare delle nuove opportunità di crescita personale.

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