Gli attacchi di panico

GLI ATTACCHI DI PANICO – DOTT.SSA CLAUDIA COMPAGNO

Che cos’è un attacco di panico?

L’attacco di panico può essere definito come un momento di grande ansia, tensione, disagio e agitazione che sperimenta la persona solitamente all’improvviso, a sorpresa.

I sintomi che possono emergere durante l’attacco di panico sono diversi:

  • Tachicardia
  • Palpitazioni
  • Tremori
  • Sudorazione
  • Iperventilazione

Associati a questi sintomi ci sono anche dei pensieri e delle paure, ad esempio la paura di morire oppure quella di impazzire.

Cosa succede esattamente durante un attacco di panico?

Possiamo immaginare l’attacco di panico come una curva che ha un inizio, un momento di picco e una fine.

All’inizio la persona sperimenta un’ansia che via via diventa sempre più intensa, fino a raggiungere il picco, che corrisponde all’attacco di panico vero e proprio in cui emergono i sintomi citati in precedenza. Solitamente l’attacco di panico dura tra i 10 e i 30 minuti per poi decrescere naturalmente.

In alcuni casi l’attacco di panico può essere isolato, non ripresentandosi più, in altri casi invece può ricomparire. Questo avviene perché il primo attacco di panico, avvenuto a sorpresa, genera nella persona un vero e proprio stato di allerta che può portare quindi all’insorgenza di nuovi attacchi di panico oppure ad adottare alcune tecniche che si configurano come dei tentativi di evitarne di nuovi. Queste strategie di evitamento però, in realtà, risultano controproducenti perché vanno a limitare la quotidianità: se una persona sperimenta un attacco di panico, ad esempio, durante un viaggio in treno, potrà poi evitare di riprenderlo proprio perché pensa che così facendo eviterà l’attacco di panico.

Quali strategie è opportuno adottare durante un attacco di panico?

La durata e l’intensità dell’attacco di panico dipendono da come la persona reagisce. Risultano utili alcune tecniche che possono essere utilizzate durante il picco vero e proprio. Un esempio è la respirazione diaframmatica che, da una parte, permette alla persona di raggiungere una sorta di rilassamento psicofisico, quindi sia del corpo che della mente, dall’altra invece permette di spostare l’attenzione sulla respirazione, non focalizzandosi sui sintomi o sull’attacco di panico che sta vivendo.

Perché si scatena un attacco di panico?

Alla base dell’insorgenza di un attacco di panico ci sono diverse motivazioni soggettive, che variano quindi in base alla persona.

In generale si può dire che l’attacco di panico sia un campanello di allarme, un segnale che corpo e mente ci mandano per comunicarci qualcosa: ci dicono infatti che il nostro equilibrio sta vacillando e che è necessario quindi fermarsi. Durante questa sosta, che non è necessariamente un momento negativo, ci si potrà soffermare sulle cause dell’attacco di panico, guardandosi dentro e arrivando a conoscere nuove parti di sé che fino a quel momento non erano emerse e che appunto premevano per emergere. In questa fase è molto importante farsi affiancare da uno psicologo per poter andare a fondo delle motivazioni alla base dell’attacco di panico.

GLI ATTACCHI DI PANICO- DOTT.SSA CLAUDIA COMPAGNO

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