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I meccanismi del sonno e i sogni

Tutti i sogni sono sogni di comodità, ubbidiscono all’intento di continuare il sonno, anziché quello di svegliarsi. Il sogno è il custode, non il perturbatore, del sonno.
Freud

Oltre un terzo della nostra vita lo trascorriamo dormendo, posti in uno stato di coscienza alterata dove è possibile vedere e sentire ciò che nella realtà non esiste ma che nel sogno ci coglie e si manifesta. In parole più semplici, noi dormiamo circa otto ore al dì.

MISURAZIONE DELL’ATTIVITA’ ELETTRICA CEREBRALE

Il particolare stato di coscienza in cui ci troviamo durante il sonno è stato studiato a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso grazie alla tecnica dell’elettroencefalogramma (EEG).
Questo esame diagnostico permette la misurazione dell’attività elettrica cerebrale riproducendola su uno schermo sotto forma di onde prodotte dai neuroni corticali e sottocorticali sia nello stato di veglia sia in quello di sonno, si è giunti così ad osservare diverse fasi di funzionamento.

FASI DI FUNZIONAMENTO

  • FASE 0 (VEGLIA RILASSATA): In caso di veglia tranquilla si registrano le onde alfa, ad alta frequenza, irregolari e di modesta ampiezza;
  • FASE 1 (DORMIVEGLIA O FASE IPNAGOGICA): Nella fase iniziale del sonno la frequenza e l’ampiezza delle onde diminuisce e cominciano ad apparire onde di diversa frequenza.
  • FASE 2 (SONNO MEDIO): In questa fase si individuano dei gruppi di onde particolari, i fusi del sonno e delle onde a punta sporadiche;
  • FASE 3 (SONNO SINCRONIZZATO): Le punte si fanno ampie e numerose, il tracciato diviene irregolare e il sonno si fa molto profondo tanto che per risvegliare l’individuo occorre un intervento “energico”;
  • FASE 4 (SONNO PROFONDO SINCRONIZZATO, AD ONDE LENTE): In questa fase il sonno appare ancora più profondo, le onde interessate sono lente ed ampie, piuttosto irregolari e definite onde delta.

Dopo qualche minuto, all’interno della fase quattro, si verificano delle modificazioni curiose. Il tracciato EEG ricorda quello della prima fase ma prende il nome di sonno paradossale o sonno a rapidi movimenti oculari (REM) ed è il momento in cui noi sogniamo. Tuttavia, una qualche forma di sogno è presente anche nelle fasi non-REM.

SOGNO O ALLUCINAZIONE?

Se l’allucinazione indica la percezione di un qualcosa che non è reale, non c’è, il vissuto del sogno potrebbe apparire forse allucinatorio ma, in primo luogo, il sogno avviene in uno stato di addormentamento ben distinto da quello di veglia. In secondo luogo, i sogni si caratterizzano per la loro scarsa persistenza ovvero noi tutti tendiamo a dimenticarli a pochi minuti dal risveglio mentre le allucinazioni entrano a gamba tesa nella realtà del malato. Infine, la consapevolezza che ciò che si vede non appartiene al piano della realtà distingue il sogno dalla percezione allucinatoria.

A COSA SERVE IL SOGNO?

Test in laboratorio dimostrano che dopo pochi giorni dalla privazione di sonno e, conseguentemente, dall’assenza di sogni, si palesano grandi difficoltà di concentrazione e di applicazione anche in compiti semplici. Dopo quattro o cinque giorni di privazione, il pensiero si fa sempre meno lucido e compaiono spesso allucinazioni o spunti deliranti. Se si continuasse con la privazione di sonno, la persona potrebbe giungere ad una compromissione psicofisica tale da provocarne la morte. Il sonno ed i sogni proteggono la nostra salute fisica e mentale e la capacità di entrare in contatto con gli altri e con l’ambiente.

IL SOGNO E LA PSICOANALISI DI FREUD

Nell’Interpretazione dei sogni, Freud afferma che il sogno ha un contenuto interpretabile e che la sua origine sfugge alla coscienza vigile. Il racconto di un sogno, si presenta quindi come “una facciata dietro cui si cela il processo della sua formazione”, è come il risultato di una trasformazione, un’intenzionale dissimulazione in relazione con la rimozione. Il sogno, al pari del sintomo di una data patologia, è il risultato di un compromesso tra esigenze fra loro contrastanti. Il fatto che il sognare si esprima attraverso immagini visive che si impongono a chi sogna, con la stessa intensità delle immagini reali, comporta un ritiro pressoché completo dal mondo che ci circonda. Grazie al lavoro di interpretazione, che riporta il sogno ai pensieri da cui questo deriva, si può sostenere che questi pensieri si riferiscano a desideri che sono stati allontanati dalla coscienza. Il sogno dimostra come il “materiale represso” continui a vivere anche nell’uomo cosiddetto normale.

IN CONCLUSIONE

Conoscere il funzionamento del sonno e comprendere l’importanza di uno stile di vita sano dove dormire e sognare sono elementi fondamentali per il nostro benessere, può aiutarci a costruire le fondamenta necessarie per un buon equilibrio psicofisico.

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