I NUOVI ADOLESCENTI: CAPIRE E COMPRENDERE LE GENERAZIONI DI OGGI

Adolescenti

Se dovessimo pensare a un adolescente di un decennio fa ci verrebbero alla mente immagini di ribellione, prese di posizione e battaglie ingaggiate nei confronti dei genitori e delle autorità: ragazzi sempre fuori casa, inseriti in compagnie con abbigliamenti e modi di acconciarsi identificativi.

Al contrario, oggi sembra che gli adolescenti non siano più quelli di un tempo: impegnati nelle loro vite, più tranquilli, chiusi in se stessi e nelle proprie camere, con una fitta rete di relazioni vissute nel mondo virtuale, più che fuori casa.

Sicuramente una serie di fattori socio-culturali ha determinato alcuni cambiamenti nei processi evolutivi di questa fase del ciclo di vita, portando inevitabilmente a delle modificazioni nel modo di essere delle generazioni attuali.

COME SI DIVENTA ADULTI NELLA SOCIETÀ ODIERNA

Uno dei compiti principali che l’adolescente si trova ad affrontare è l’individuazione dai propri genitori: si tratta di un percorso tortuoso, ricco di oscillazioni tra desideri di esplorazione al di fuori del nucleo familiare e ricerca di rassicurazione e contenimento emotivo interno alla propria famiglia. Questa fase mette l’adolescente a dura prova, infatti è accompagnata da vissuti di sofferenza ed emozioni spesso difficili da governare.

Nella società di oggi il processo separativo dalle figure genitoriali non avviene più tramite conflitti, opposizioni e sfide verso le autorità, come tendenzialmente accadeva nel passato. Al contrario, sempre più spesso al giorno d’oggi tale separazione avviene per delusione, ossia attraverso la mancata conformazione alle aspettative e agli ideali che vengono a formarsi nel corso dell’infanzia. Il conflitto, se si presenta, è per lo più superficiale e nasconde una trama più profonda di delusione e dolore.

Facendo un esempio, potremmo dire che l’adolescente di oggi, invece di trovarsi con gli amici a ostacolare le autorità adulte o a sfidarle con atti trasgressivi, molto più facilmente si troverà nella sua cameretta a decidere di non essere più un bravo bambino che risponde a tutte le aspettative e gli ideali che i genitori, gli zii, i nonni e tutti i parenti avevano previsto per lui. Accade così che sempre più spesso gli adolescenti si blocchino nel processo di crescita, scegliendo la via della delusione, per sopravvivere agli investimenti affettivi troppo esigenti e spesso non corrispondenti alle sue vere inclinazioni e modi di essere.

È lecito chiedersi da dove derivi questo cambiamento nella modalità di crescita dei nostri ragazzi. Potremmo spiegarlo considerando tutte le modificazioni che sono avvenute nella nostra società nel corso degli ultimi decenni.

In passato, infatti, si arrivava all’età adolescenziale a seguito di un’infanzia governata dalla famiglia normativa tradizionale, che determinava una modalità di crescita per lo più per opposizione alle norme. Oggi, invece, osserviamo un calo nella trasgressività dei ragazzi, viviamo in una società affettiva caratterizzata da un’infanzia ricca di aspettative ideali, in cui fin dalla nascita la famiglia invita all’espressione di sé, alla socializzazione e alla partecipazione alle attività più svariate. Il punto cruciale avviene proprio nel momento in cui il bambino cresce, si fa adolescente e di conseguenza iniziano a emergere i primi conflitti tra le elevate aspettative ideali e quello che il ragazzo è diventato.

QUALI SONO I COMPITI CHE UN ADOLESCENTE DEVE AFFRONTARE?

Possiamo considerare l’adolescenza come un percorso caratterizzato da diversi cambiamenti che l’adolescente deve saper affrontare al fine di costruire un senso di sé coeso e coerente. I compiti evolutivi principali dell’adolescenza sono: individuazione; mentalizzazione del sé corporeo; nascita sociale; definizione di un sé morale.

L’individuazione riguarda il bisogno d’indipendenza tipico dell’età adolescenziale, in cui si sperimentano anche vissuti di perdita. Si caratterizza per comportamenti ambigui in cui si alternano volontà di fare esperienze extrafamiliari a necessità di essere rassicurati dalla propria famiglia.

La mentalizzazione del sé corporeo, invece, riguarda l’elaborazione a livello mentale di tutti i cambiamenti corporei che investono l’adolescente con lo sviluppo puberale. Proviamo a pensare a un adolescente che nel giro di poco tempo si trova a passare da un corpo infantile a un corpo di adulto, con i propri caratteri sessuali. Tutti questi cambiamenti necessitano di essere integrati nella costruzione di una nuova immagine di sé. Insomma, l’adolescente si trova di fronte a un corpo nuovo, in grado di riprodursi, motivo di giudizio da parte degli altri e limitato. Infatti, in merito a quest’ultimo aspetto, è importante ricordare che i ragazzi, di fronte a questi cambiamenti, divengono consapevoli di una caratteristica di sé, ossia la propria finitezza legata al tema della morte. Questo spiega anche perché in alcuni casi gli adolescenti assumano comportamenti rischiosi di sfida nei confronti della morte e di ricerca del limite: tali comportamenti vanno dalla semplice tendenza all’appassionarsi ai film horror, fino a giungere a situazioni ben più rischiose come le challenge diffuse sui social che sempre più spesso troviamo sulle pagine di cronaca.

La nascita sociale consiste nell’entrata del ragazzo nella società. Si caratterizza per una maggiore rilevanza data alle relazioni con i coetanei, con il gruppo o la compagnia, campo fondamentale per trovare nuovi modelli di identificazione, per fare esperienze di gratificazione sociale e per allenare capacità di discussione e negoziazione.

Con la definizione di un sé morale, da ultimo, l’adolescente viene chiamato a costruire e perfezionare il proprio senso etico, formato da valori morali e principi in parte trasmessi dai genitori. Proprio in questa fase tutto ciò che è stato tramandato viene in un qualche modo sottoposto a critica dall’adolescente. Questo porta a ricercare nuovi modelli d’identificazione all’esterno del contesto familiare, in amici e adulti (ad esempio insegnanti, allenatori).

L’IMPORTANZA DELL’ESSERE VISTI

I cambiamenti corporei tipici di questa fase richiamano l’adolescente a sottoporre il proprio aspetto fisico a un confronto con i coetanei, molte volte osservando se stessi con uno sguardo eccessivamente critico. Succede che la persona cresciuta all’interno di una famiglia affettiva, investita di aspettative fin da quando è molto piccola, crescendo arriva nel mondo sociale dove è chiamata a fare i conti con il sé reale, spesso distante dall’immagine di sé rimandata dai propri genitori durante le fasi precedenti dello sviluppo. Questo momento di sviluppo è molto delicato e implica una buona dose di dolore per poter fare i conti con la propria immagine. Si tratta di una vera e propria ferita narcisistica, che necessita del giusto tempo per essere rielaborata.

Non è raro, inoltre, che l’adolescente percepisca come un attacco al proprio sé anche comportamenti e situazioni essenzialmente neutrali, a causa della fragilità della propria identità ancora in via di costruzione. Ad esempio, un commento negativo detto con superficialità da qualche compagno a scuola sull’aspetto fisico o su una prestazione, può essere vissuto con grande sofferenza e provocare un disagio difficile da gestire a livello emotivo. Possono così instaurarsi vissuti di vergogna, inadeguatezza e timori di delusione nei confronti delle figure genitoriali.

Proprio in questa fase diviene fondamentale ricevere uno sguardo di ritorno benevolo da parte degli altri, soprattutto dei pari e degli adulti significativi esterni al sistema familiare. Far sentire l’adolescente accolto per quello che è, comunicandogli il messaggio di essere visto e pensato senza giudizio o aspettativa, può aiutarlo ad affrontare la sofferenza tipica di questa fase evolutiva e a vivere con maggiore serenità il processo trasformativo che sta attraversando.

Articoli Correlati

Hai bisogno di
informazioni?

Sono Noemi, se vuoi puoi mandarmi una email, scrivermi su Facebook, Instagram o Whatsapp. Puoi anche chiamarmi al telefono tra le 9:00 e le 18:00!