Il corpo che parla: ansia da Covid-19

Il corpo che parla: ansia da Covid-19

Nel webinar tenuto in data Venerdì 18 settembre la Dott.ssa Silvia Ceriani ha trattato il tema dell’ansia, nello specifico:

  • Che cos’è e principali cause
  • Cosa fare per star meglio nell’immediato?
  • La resilienza: cos’è e come costruirla

Ansia: La rana bollita

Una rana immersa in un pentolone d’acqua bollente sarà portata a evadere tempestivamente dalla condizione sgradevole in cui si trova. Una rana immersa in un pentolone d’acqua tiepido che via via si riscalda, gradualmente si indebolirà fino a non essere più in grado di scappare in quanto carente di forze sufficienti. Allo stesso modo, uno stato d’ansia, seppur inizialmente leggero, che non viene affrontato fin da subito, può esplodere fino a impedire a chi lo sperimenta di avere le forze necessarie per poterlo affrontare.

Cos’è l’ansia?

  • È un’emozione ed è una risposta normale che ci attiva attraverso un aumento dello stato di allerta e dell’attenzione
  • È un segnale di allarme, un campanello che dobbiamo ascoltare
  • Parla per noi quando non riusciamo ad esprimere quello che sentiamo
  • Emerge dallo scontro tra i doveri e i bisogni

L’ansia diventa patologica quando:

  • compare di frequente ed è associata a eventi «neutri» in cui non c’è una situazione di pericolo o di rischio reale
  • è intensa, con sintomi come tachicardia, senso di soffocamento, scarsa capacità di concentrarsi o ragionare

I sintomi fisici tipici sono:

  • Palpitazioni
  • Difficoltà respiratorie
  • Difficoltà di concentrazione
  • Bocca secca
  • Nausea
  • Frequente minzione
  • Vertigini
  • Tensione muscolare
  • Sudorazione
  • Fastidi addominali

Tra i correlati emotivi si riscontra:

  • Senso di terrore
  • Irritabilità
  • Panico
  • Paura
  • Agitazione
  • Dolore
  • Fastidio
  • Preoccupazione

Ansia: I fattori ambientali

Il Covid-19 ha avuto un forte impatto sull’ansia, creando:

  • Ansia legata al rischio di contagiare gli altri a noi cari
  • Paura del contagio
  • Elevata preoccupazione connessa, ad esempio, al lavoro o alla scuola

Stress (“non so come affrontare questa situazione”), ansia (“non riesco a lavorare, l’ansia non mi fa concentrare”) e preoccupazione (“potrei perdere il lavoro”) si combinano determinando circoli negativi: lo stress e la preoccupazione si alimentano a vicenda e l’ansia peggiora la preoccupazione.

Cosa si può fare?

  • Concentrarsi sul respiro, sulle sensazioni che provoca in noi l’aria che entra e l’aria che esce
  • Stare nel “qui ed ora

Ma come? Trovando un posto tranquillo, sedendosi su una sedia con la schiena eretta e focalizzando l’attenzione sul respiro, concentrandosi su tutto quello che accade ma senza giudicare. Se ci si perde nei pensieri, riportare l’attenzione sul respiro e sulle sensazioni positive sperimentate. Mettersi in piedi in modo rilassato e portare l’attenzione alle gambe e ai piedi; passare poi tutta l’attenzione al modo in cui la pianta dei piedi aderisce perfettamente alla suola della scarpa e al terreno sentendo il peso del corpo che poggia su gambe e piedi. Immaginare adesso di avere delle radici che partono dai piedi e scendono in profondità nella terra, sentendo il modo in cui queste radici ci rendono più forti e solidamente ancorati al terreno e respirare in modo armonico e profondo, connettendosi con le sensazioni di forza e solidità che si stanno vivendo.

La resilienza

“Mi piego ma non mi spezzo” …forse…

Come costruirla?

  • Accettare la realtà
  • Ascoltare il proprio corpo e i suoi segnali
  • Sperimentare la compassione e l’amicizia verso se stessi
  • Provare gratitudine
  • Occuparsi del minuto che si vive e di quello successivo

…e se non basta… CHIEDERE AIUTO!

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