Il corpo che parla

I disturbi psicosomatici nel percorso di crescita

IL CORPO CHE PARLA: mal di pancia frequenti, reflussi, emicranie, eczemi, dermatiti e colpi di tosse continui? Sono solo alcuni dei segnali che il nostro corpo può inviarci per comunicarci che qualcosa non va! Se tali manifestazioni si dovessero presentare in assenza di una patologia di tipo organica, si può parlare di disturbi psicosomatici.

CAMBIAMENTI

L’adolescenza e l’età del giovane adulto sono delle fasi di crescita che implicano numerosi cambiamenti per l’individuo. Tali cambiamenti portano a confrontarsi con dei compiti specifici, necessari per un corretto sviluppo personale a livello cognitivo, emotivo, relazionale e comportamentale.

I cambiamenti corporei, la nuova importanza rivestita dal gruppo dei pari, l’esplorazione della sessualità, la ridefinizione del proprio sé e dei propri valori sono solo alcune delle tappe fondamentali che i giovani si trovano ad affrontare nel corso della loro esistenza. Riuscire a rispondere in maniera adeguata a tutte queste richieste, adattandosi efficacemente alle novità, non è sempre facile. Si tratta di un percorso faticoso, carico di sofferenza e confusione, tanto da generare un groviglio interiore difficile da comprendere. È proprio quando qualcosa nel nostro mondo interiore non è chiaro e non trova modo di essere ascoltato e verbalizzato che possono emergere delle manifestazioni psicosomatiche: questo è l’unico modo che la nostra interiorità trova per lanciare un messaggio.

Segnali di disagio

È fondamentale saper individuare i primi segnali di disagio che possono emergere durante il processo di crescita, ascoltando il nostro corpo e ponendo attenzione ai cambiamenti nel nostro modo di comportarci e di affrontare determinate situazioni. Il corpo, infatti, rappresenta uno dei canali di elezione per comunicare con gli altri in quanto richiama subito chi ci sta intorno a una maggiore cura e attenzione nei nostri confronti.

Nonostante nei disturbi psicosomatici non sia presente alcuna causa di tipo organica, possono essere considerati come delle vere e proprie malattie che possono essere causate o aggravate da fattori emotivi. Infatti, le emozioni negative che non trovano una modalità di espressione determinano conseguenze anche a livello neuro-fisiologico, generando una continua attivazione neuronale dei circuiti deputati al controllo di determinate funzioni. Accade così che il nostro organismo vive a lungo una situazione di iper-attivazione difficile da sostenere a lungo termine, che può arrivare a determinare dei danni irreversibili a livello fisici.

Il corpo che parla: i disturbi psicosomatici nel percorso di crescita
Il corpo che parla: i disturbi psicosomatici nel percorso di crescita

IL CORPO CHE PARLA: Quali sono le principali manifestazioni?

I disturbi psicosomatici negli adolescenti e nei giovani adulti possono manifestarsi in diversi modi e a più livelli, coinvolgendo diversi apparati e sistemi dell’organismo. Tra i più diffusi troviamo:

  1. l’apparato gastrointestinale (nausea, reflusso gastrico, vomito, colite, ulcera);
  2. il sistema muscolo-scheletrico (cefalea, emicrania, crampi e tensione muscolare, mialgia, torcicollo e cervicale);
  3. il sistema cutaneo (eczema, psoriasi, acne, dermatite atopica, prurito o orticaria, sudorazione eccessiva, alopecia);
  4. apparato respiratorio (asma, sindrome iperventilatoria);
  5. apparato cardio-circolatorio (aritmie, tachicardia, ipertensione).

IL CORPO CHE PARLA: possibili cause

Come per la maggior parte dei disturbi psicologici l’origine deriva per lo più dall’interazione di diversi elementi. Infatti, oltre a caratteristiche individuali, giocano un ruolo fondamentale le esperienze di vita vissute e il contesto in cui il soggetto è inserito.

Indubbiamente, durante l’adolescenza e l’età della giovinezza il contesto familiare e sociale può essere vissuto come una forte pressione per il soggetto, a causa delle aspettative di realizzazione professionale e personale investite sul soggetto. Non a caso, tra le principali cause dei vissuti di ansia in questa fase di vita troviamo la sensazione di essere fuori tempo rispetto gli standard convenzionali che la società impone, o non essere all’altezza dei modelli di popolarità e successo, tipici dell’epoca odierna.

Un altro aspetto cruciale coinvolto nello sviluppo dei disturbi psicosomatici è relativo alla difficoltà di dare un nome ai propri vissuti emotivi, di riconoscerli, comprenderli ed esprimerli in maniera adeguata. In psicologia, la difficoltà di descrivere le proprie emozioni, tanto da non averne consapevolezza, viene definita alessitimia.

Cosa si può fare in questi casi?

Per prima cosa è necessario svolgere tutti gli iter diagnostici a livello medico. In modo da capire se effettivamente il malessere fisico può essere una conseguenza di una sofferenza psicologica o emotiva. Una volta escluse le eventuali cause organiche del disturbo, è importante intraprendere un percorso che permetta di ritrovare un equilibrio tra mente e corpo.

È fondamentale cercare di capire in che modo possiamo aiutare noi stessi in questo processo, in quanto ognuno di noi ha caratteristiche e bisogni differenti. Ad esempio qualcuno di noi potrà trovare giovamento facendo yoga o meditazione, altri praticando sport, oppure stabilendo un contatto con la natura. Dobbiamo comprendere cosa può aiutarci di più a ristabilire uno stato di benessere corporeo. Ricordiamoci sempre che mente e corpo sono due parti strettamente connesse che si influenzano reciprocamente. Motivo per cui la cura dell’una e dell’altra parte sono ugualmente importanti e non devono essere sottovalutate. È necessario trovare degli spazi personali che permettano di ascoltare noi stessi e i nostri vissuti emotivi: solo così potremo conoscere l’origine del nostro malessere e capire cosa possiamo cambiare nel nostro modo di vivere per poter stare meglio.

Oltre la consapevolezza: l’azione

Questo però non basta: la consapevolezza è solo il primo passo per produrre un cambiamento! Occorre quindi trovare il coraggio di passare all’azione, generando così equilibri nuovi, più adatti a rispondere alle nostre esigenze. Tutto questo costa impegno e fatica e sicuramente non è un processo breve. Al contrario, richiede costanza e pazienza. Solamente vivendo nel momento presente e procedendo per piccoli passi riusciremo poi a costruire un nuovo stato di benessere.

In questo senso può essere d’aiuto cercare d’identificare le fonti di stress o di ansia quotidiane. Ad esempio, è utile domandarci se stiamo vivendo delle difficoltà a livello relazionale, oppure se ci sono dei pensieri ricorrenti che risultano intrusivi che compromettono la nostra serenità.

Tali disturbi generano delle difficoltà tali da compromettere le nostre attività quotidiane, i nostri impegni scolastici o lavorativi o le relazioni con gli altri? Può essere necessario un accompagnamento specialistico in questo percorso, rivolgiti ad un professionista!

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