IL RIMUGINIO

QUANDO PENSARE TROPPO LIMITA LA NOSTRA CRESCITA

Vi capita spesso di perdervi nei vostri pensieri senza accorgervi del tempo che passa? O di occupare gran parte del vostro tempo con pensieri negativi circa eventi accaduti o che sarebbero potuti andare in modo differente? 
Il rimuginio è un’attività spontanea che in parte tutti noi abbiamo sperimentato, tuttavia, se questa diventa pervasiva può determinare un vero e proprio problema per chi la sperimenta. Il rischio è proprio quello di passare ore e ore a riflettere su un problema, a vagliare tutte le soluzioni possibili di una situazione o a rammaricarsi per dei propri errori. In tal modo, si genera un effetto paradossalmente opposto: anziché trovare risposte, si innesca un circolo vizioso di pensieri e dubbi che si auto-alimenta.

Accade così che iniziamo a vivere in un tempo sospeso, che blocca i normali processi evolutivi, limitandoci nelle nostre scelte e nelle possibilità di crescita.

CHE COS’E’ IL RIMUGINIO?

In psicologia, il termine rimuginio si riferisce ad un’attività mentale caratterizzata da ricorsività e ripetizione. Solitamente correlata ad una continua previsione sul futuro negativa e pessimistica, a cui spesso non corrisponde una rappresentazione concreta degli scenari immaginati. 

Il rimuginio

Insomma, chi rimugina troppo vive con la paura costante che qualcosa possa andare storto e, di conseguenza, cerca di tenere tutto sotto controllo, investendo in tale processo gran parte delle risorse mentali e fisiche a propria disposizione. La sensazione principale è quella dell’irreparabilità, ossia di andare incontro a qualcosa di catastrofico che difficilmente può essere affrontato in prima persona con successo. Vivere con questo senso costante di indeterminatezza e questo senso di minaccia genera un’elevata carica ansiogena che può causare anche dei blocchi evolutivi.

Questa condizione può portare a vivere una buona dose di sofferenza, che assume una particolare rilevanza clinica nel momento in cui si verificano due condizioni:

  • La pervasività, quando il pensiero occupa molto tempo nell’arco della giornata, tanto da provocare un significativo dispendio di energie.
  • L’incontrollabilità, nel momento in cui il fluttuare di tali pensieri viene percepito dal soggetto come non più gestibile in modo autonomo.

RIMUGINIO: PERCHE’ PENSARE TROPPO CI LIMITA?

Pensare troppo limita le nostre possibilità di agire, bloccando il processo decisionale. Per comprendere il perché di tale fenomeno possiamo immaginarci una catena di pensieri tossici. In tali pensieri ci si interroga continuamente su passato, presente e futuro, senza in realtà trovare una fine. Per questo giungere ad una conclusione e passare all’azione risulta difficile.

In un primo momento potremmo farci ingannare dal vedere questa attività con una funzione riflessiva positiva, ben presto ci si può rendere conto che, se si continua a rimuginare per lungo tempo, si può incorrere in conseguenze negative. Infatti, l’eccessivo rimuginio diventa spesso fonte di sofferenza in quanto scarsamente efficace. Portando con sé sofferenza emotiva, ansia e depressione, stati emotivi negativi e ricadute sul piano relazionale e lavorativo.

Questa modalità di pensiero può derivare da esperienze passate che hanno generato un trauma o una rottura nel nostro normale vivere. Causando di conseguenza l’insorgenza di una modalità di pensiero che conduce a dover necessariamente avere tutto sotto il proprio controllo. Va da sé che, se da un lato il controllo ci permette di mantenere salde alcune certezze, dall’altra ci inibisce fortemente, portandoci ad evitare alcune situazioni o a non agire per paura che qualcosa di non previsto potrebbe accadere.

Il Rimuginio

COSA FARE IN QUESTI CASI?

Per far fronte alla sofferenza associata al rimuginio occorre riappropriarsi della consapevolezza dei propri pensieri. Per fare questo è importante osservarsi e ascoltarsi: ogni qual volta ci accorgiamo di perderci nei meandri della nostra mente, una volta tornati alla realtà, possiamo analizzare il momento che ci ha portato all’attivazione di tale attività mentale, cercando così di comprenderne le cause scatenanti e le possibili paure associate. 

Ne consegue che un ulteriore elemento di grande importanza riguarda la capacità di vivere nel qui e ora. Infatti, esercitando la nostra aderenza al momento presente, concentrandoci su ciò che si ha e che si sta vivendo, possiamo riusciremo gradualmente ad abbandonare la necessità di rifugiarci nel passato o nel futuro in cerca di una via di fuga.

È importante sottolineare che nel momento in cui il rimuginio diviene tanto invadente da impedire alla persona di proseguire nelle sue normali attività quotidiane può rendersi utile un intervento specialistico, tramite un supporto di tipo psicologico. Infatti, questa modalità di pensiero è spesso associata a disturbi d’ansia e/o stati depressivi.
Un percorso di sostegno psicologico può essere utile per comprendere le origini di tale sofferenza e per facilitare l’attivazione delle risorse personali volte all’attuare un cambiamento duraturo.

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