Il ritiro sociale in adolescenza: tra solitudine e iperconnessione

Il fenomeno del ritiro sociale sta assumendo forme e dimensioni sempre più preoccupanti, soprattutto tra gli adolescenti. Il processo di crescita dell’individuo, infatti, porta con sé una buona dose di sofferenza emotiva legata ai nuovi compiti cui il soggetto è chiamato a rispondere.

Tuttavia, quando non ci si sente equipaggiati per rispondere in modo adeguato a tutti i cambiamenti connessi a questo periodo di rivoluzione, si rischia di sviluppare un disagio e una fatica a livello psicologico che possono tradursi nel ritiro sociale.

Il ritiro attuato da questa generazione di ragazzi si caratterizza per forme serrate di isolamento. Si tratta insomma di un vero e proprio rifiuto di ogni tipo di relazione sociale.

È importante evidenziare che tale fenomeno non viene classificato come disturbo, piuttosto come un disagio adattivo sociale, inteso dunque come un blocco di tipo evolutivo.

La vergogna, causa principale del ritiro sociale

Tra i principali motivi che concorrono all’instaurarsi del ritiro sociale si osserva una difficoltà dei ragazzi nell’affrontare le incertezze che stanno fisiologicamente attraversando. La conseguenza, dunque, è l’inadeguatezza agli standard imposti dalla società e dal sistema famigliare. Infatti, il modello sociale con cui i giovani si confrontano ogni giorno, fondato su modelli di successo e popolarità, genera importanti ripercussioni a livello psicologico, soprattutto nei più giovani.

Accade così che chi sente di non avere gli strumenti per fronteggiare le pressioni fisiche e sociali del diventare grandi inizia a sviluppare un vissuto di vergogna. Questo sentimento deriva proprio dai cambiamenti corporei che inducono l’adolescente a sottoporre il proprio corpo a uno sguardo critico. Ci si percepisce come brutti, goffi e incapaci di rispondere al modello di successo imposto fin dall’infanzia dalla società e dalla famiglia.

Inoltre, la vergogna è strettamente legata alla percezione di non riuscire a relazionarsi con i propri pari. Gli altri, infatti, vengono visti sempre come più competenti, più spiritosi, più brillanti, più estroversi. L’unico modo, quindi, che l’adolescente trova per salvaguardarsi è sparire dallo sguardo altrui, chiudendosi nella propria stanza.

Le difficoltà di relazione con i pari

La vergogna non è l’unico fattore implicato nell’origine del ritiro sociale. Spesso, i ragazzi che manifestano questo disagio sono molto intelligenti e dotati di una spiccata sensibilità. Tuttavia, sono socialmente inibiti. Ciò significa non solo che gli adolescenti in questione hanno una scarsa capacità di instaurare relazioni soddisfacenti e durature, ma anche che non sanno come affrontare efficacemente le delusioni e i momenti di sconforto tipici del processo di crescita.

Le caratteristiche del ritiro sociale

Il ritiro sociale è persistente e progressivo. Può nascere inizialmente come ritiro dal mondo scolastico, per poi raggiungere un completo livello di isolamento.

Apatia, inversione del ritmo circadiano di sonno-veglia, disinteresse verso il mondo e assenza di desiderio verso l’esterno e verso le relazioni interpersonali rappresentano alcune delle manifestazioni cliniche maggiormente associate a questo disagio adolescenziale.

Internet come rifugio dalle relazioni reali

Nel pensiero comune internet viene spesso erroneamente considerata la causa del ritiro sociale. In realtà, le ore trascorse nel mondo virtuale sono più una conseguenza diretta della condizione di isolamento. Infatti, nei casi più gravi di ritiro sociale anche internet e la costruzione di un mondo virtuale vengono evitate.

Il progressivo ritiro “nella rete” da parte di questi ragazzi deve essere letto come un segnale di disagio e come un tentativo autonomo di salvaguardare se stessi e risolvere l’impasse. Infatti, costruire un mondo virtuale come mondo sociale alternativo a quello reale è l’unico modo che il ragazzo trova per far fronte al disagio e alla sofferenza emotiva che sta attraversando.

Il ritiro sociale in adolescenza: la costruzione dell'identità
Il ritiro sociale in adolescenza: la costruzione dell’identità

La costruzione dell’identità

Internet e il digitale possono rappresentare degli strumenti di mediazione del processo adolescenziale di costruzione dell’identità. Occorre dunque sempre chiedersi in chi e in che cosa un adolescente si stia identificando. Per esempio, gli avatar e i videogiochi potrebbero rappresentare per l’adolescente un modello in cui identificarsi.

La mediazione di questi strumenti è utile anche a livello relazionale. Infatti, nelle chat e nelle relazioni virtuali il contatto corporeo viene meno. Per questo motivo, anche chi è maggiormente inibito socialmente può avere maggiori possibilità di successo relazionale tra pari. Di conseguenza è anche più facile tenere a una distanza tollerabile le relazioni con gli altri, le angosce e il senso di inadeguatezza che possono derivarne.

È quindi fondamentale provare a domandarsi che cosa stia facendo l’adolescente su internet e come mai è necessario per lui utilizzare questo strumento in questo preciso momento del suo sviluppo. Infatti, tramite la scelta di un videogioco e quindi di un avatar e delle azioni che esso deve compiere, l’adolescente ci sta raccontando di sé e del suo vissuto. Analizzare questi messaggi permette quindi di valutare il livello di compromissione del quadro dell’adolescente. È importante perciò valutare non la quantità di tempo trascorsa in rete, quanto la sua modalità di utilizzo.

Per questo motivo, ad esempio, la situazione di un ragazzo che utilizza per lo più giochi di ruolo è sicuramente meno grave rispetto a chi passa il proprio tempo guardando compulsivamente video e serie televisive o navigando su internet. Nel primo caso, infatti, si tratta comunque di relazioni sociali, seppur vissute in una realtà virtuale. Nel secondo caso, invece, si fa solo un uso passivo delle rete.

Internet, una possibile soluzione al ritiro sociale

Proprio riflettendo su questi elementi, si può ben capire quanto sia importante nell’intervento con questi ragazzi non eliminare questa dimensione virtuale. Al contrario, è utile sviluppare una curiosità maggiore verso tali aspetti, per poter trovare un punto di aggancio relazionale. È proprio da qui, dunque, che si può iniziare a instaurare un percorso di progressivo recupero che preveda il rientro del giovane nel mondo scolastico e sociale.

Articoli Correlati

INFERTILITA’ DA STRESS

Tra le situazioni che molte coppie si trovano ad affrontare in questi ultimi anni, vediamo sicuramente l’infertilità da stress.  Le coppie di oggi sono inglobate

Read More »

IL TRADIMENTO

Tra gli argomenti più trattati in terapia di coppia, in questo periodo, vediamo sicuramente il tradimento! Ti è mai capitato? Hai tradito o sei stato

Read More »

Hai bisogno di
informazioni?

Sono Noemi, se vuoi puoi mandarmi una email, scrivermi su Facebook, Instagram o Whatsapp. Puoi anche chiamarmi al telefono tra le 9:00 e le 18:00!