IMMAGINE CORPOREA E ANSIA DA PROVA COSTUME

Ansia da prova costume? Come ogni anno insieme al caldo arriva la fatidica prova costume, che porta con sé una ricerca di approvazione da parte degli altri relativa alla propria immagine corporea. Per molti questo momento dell’anno viene vissuto come una vera e propria fonte di stress. Complice anche la società in cui viviamo, in cui impera la così detta “diet culture”. Ovvero quell’insieme di credenze e di valori che pongono l’attenzione su atteggiamenti e stili di vita salutari, esaltando, in particolare, l’ideale di magrezza. 

Accade così che, spesso, proprio in questo periodo dell’anno le preoccupazioni circa la propria immagine corporea tendono ad aumentare, generando insicurezze e crolli di autostima.

IMMAGINE CORPOREA

Per comprendere meglio cosa accade nella nostra mente è importante conoscere il concetto di immagine corporea. L’immagine corporea è la rappresentazione mentale che ognuno di noi possiede circa il proprio corpo associata a emozioni, ricordi e sensazioni. Tale concetto si costruisce nel corso dello sviluppo tramite un processo d’integrazione e mediazione di percezioni, cognizioni ed emozioni.

L’immagine corporea è particolarmente importante in quanto influisce anche sulla nostra autostima. Recentemente, lo psicologo P. Slade (2008) ha definito l’immagine corporea come “l’immagine che abbiamo nella nostra mente della forma, dimensione e taglia del nostro corpo e dei sentimenti che proviamo rispetto a queste caratteristiche”. Secondo questo autore, sarebbero coinvolte in tale costrutto diverse componenti:

  • Percettiva: legata al processo attraverso il quale la persona costruisce un’immagine della forma e della taglia della propria fisicità.
  • Attitudinale: relativa alla modalità con cui l’individuo pensa e conosce il proprio corpo.
  • Affettiva: in cui sono coinvolti i sentimenti positivi o negativi verso la propria forma fisica.
  • Comportamentale: riguardante per lo più fattori relativi all’alimentazione e all’attività fisica e sportiva.

L’immagine corporea riguarda, quindi, la persona nella sua globalità. Nel momento in cui emerge una visione di sé negativa, gli effetti possono essere rilevanti e minacciare l’identità personale e il senso di autostima.

IMMAGINE CORPOREA E PROVA COSTUME

LA COSTRUZIONE DI UN’IMMAGINE ALTERATA

L’immagine corporea inizia a costruirsi fin dai primi giorni di vita. Tuttavia, nei primi mesi il bambino conosce il proprio corpo solamente tramite processi di propriocezione, derivante dalla percezione proveniente dalla contrazione muscolare, dai processi viscerali e dall’equilibrio. Successivamente, nel corso dello sviluppo, diviene fondamentale il ruolo dell’altro. Il quale, viene preso come vero e proprio modello per la costruzione dell’immagine corporea. Infatti, è proprio osservando il movimento degli altri che iniziamo a costruire delle mappe mentali del nostro corpo. Ossia delle vere e proprie rappresentazioni mentali che guideranno e influenzeranno il processo di formazione dell’immagine corporea.

Può accadere, tuttavia, nel corso di questo processo che si formino delle dispercezioni. Ossia delle percezioni discrepanti tra l’immagine di sé rappresentata mentalmente e quella reale. 

Tra gli aspetti psicologici maggiormente associati all’alterazione della propria immagine corporea si evidenziano esperienze evolutive avverse legate a giudizi negativi. Come ad esempio umiliazioni subite per il proprio aspetto fisico durante l’età infantile o adolescenziale. Succede così, che queste persone sviluppino un’eccessiva importanza circa la propria apparenza, derivante dall’essere stati bambini o adolescenti valutati per l’aspetto fisico.

Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda l’influenza degli aspetti socio-culturali e, in particolare, dei mass-media, i quali nella società odierna promuovono modelli di magrezza eccessiva e standard di bellezza irrealistici. Il rischio maggiore è proprio quello di interiorizzare tali modelli difficili da raggiungere, generando le possibilità di andare incontro a insicurezze e insoddisfazioni personali.

PROVA COSTUME: ALLA RICERCA DELL’APPROVAZIONE SOCIALE

Cosa c’è, quindi, all’origine dei vissuti di ansia e malessere legati alla prova costume? Questi vissuti emotivi possono essere ben compresi se collegati alla necessità che ognuno di noi ha di approvazione sociale. 

Infatti, la ricerca di un corpo il più vicino all’immagine corporea proposta come modello dalla società attuale è strettamente connessa ai processi di appartenenza al gruppo, che è alla causa della sensazione di minaccia al sé che si svilupperebbe nel momento in cui si sente di essere non abbastanza adeguati agli standard diffusi dai mass-media.

Uno studio recente di “In a Bottle” condotto sulla popolazione italiana, ha evidenziato che un italiano su due sia preoccupato per la prova costume. Nello specifico i dati raccolti hanno rilevato che uno stile di vita sedentario (16% della popolazione) e una scarsa attenzione nei confronti dell’alimentazione (33% della popolazione) sarebbero maggiormente correlati a crisi d’ansia e abbassamento dell’autostima, legati all’immagine di sé. 

Per combattere questo senso di inadeguatezza derivante dal costante confronto con il giudizio altrui è fondamentale riappropriarsi di una visione di sé incentrata sul proprio valore più autentico e profondo. Anche nel momento in cui si decide di doversi rimettere in forma, è importante trovare motivazioni che ci spingano ad intraprendere un percorso per il proprio piacere e per la propria salute, piuttosto che fondarlo sulla ricerca di una perfezione dal punto di vista fisico.

IMMAGINE CORPOREA E PROVA COSTUME

CONCLUSIONI

Insomma, l’approccio giusto è quello maggiormente legato al concetto di psicologia positiva, che consiste nel considerare i fenomeni della vita psichica in riferimento a 3 dimensioni: edonica (ciò che genera piacere), eudemonica (legata agli aspetti valoriali che portano all’autorealizzazione) e sociale (che garantiscano un’interazione con gli altri di qualità). Per ciò, è fondamentale tenere a mente questi principi quando si decide di rimettersi in forma, cercando anche un aiuto professionale nel momento in cui non ci sentiamo più a nostro agio nel nostro corpo, affiancando, dove necessario un percorso di sostegno psicologico.

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