La crisi dei trent’anni: l’ansia e lo stress dei giovani adulti

Ogni fase della nostra vita è caratterizzata da cambiamenti legati a nuove abitudini, nuove esperienze e nuove richieste da dover affrontare. Se un tempo si parlava per lo più di crisi di mezza età, che scandiva il raggiungimento dei 50 anni e rappresentava un momento della vita in cui fare i conti con ciò che si era riusciti a realizzare nel corso della propria esistenza, oggi è sempre più sentita la cosiddetta “crisi del quarto di secolo”, che si caratterizza per una messa in discussione delle certezze fin a quel momento raggiunte.

I dati più recenti evidenziano che 8 giovani italiani su 10 con età tra i 20 e i 30 anni, sperimentano vissuti di stress e ansia in questa fase della loro vita e, tra loro, molti decidono di rivedere completamente il loro percorso professionale e le loro scelte personali, rivoluzionando radicalmente le loro esistenze: cambiare percorso di studi, ambito professionale o trasferirsi lontano da casa, sono solo alcuni esempi di quello che può accadere nel momento in cui ci si rende conto che ciò che per lungo tempo si era seguito non corrispondeva realmente ai propri desideri più profondi.

La crisi dei trent’anni: che cos’è

Chi sta vivendo questa fase della propria vita o l’ha da poco superata, sa bene di cosa stiamo parlando: l’ansia di avere un lavoro stabile, di essere indipendenti economicamente, di realizzare i propri sogni e progetti. È inevitabile che in questa particolare età inizino a emergere con maggior insistenza le pressioni relative alle aspettative sociali, culturali e familiari. Accade così che la frustrazione derivante dal dover prendere in mano la propria esistenza si trasforma in ansia, con la conseguenza che ci si ritrova bloccati senza riuscire a prendere delle decisioni importanti.

Quest’età si delinea per un’oscillazione tra la ricerca di una stabilità e la volontà di mantenere ancora uno status dinamico tipico della giovinezza. Il compito principale a cui si è chiamati è quello di compiere delle scelte, molte delle quali condizioneranno poi le fasi successive della vita (ad esempio la scelta di una professione, di un percorso universitario, dell’andare a vivere da soli o convivere, di comprare una casa). Le opportunità sono molte e, a volte, proprio questa vasta possibilità di scelta può confondere anziché aiutare a trovare soluzioni, considerando, inoltre, che spesso le aspettative della propria famiglia e della società possono contribuire a incrementare la pressione percepita.

Giunti a quest’età spesso ci troviamo a fare i conti con le persone che siamo, i traguardi raggiunti, accorgendoci che spesso i sogni e i desideri coltivati fin da piccoli si rivelano essere degli ideali utopistici, non sempre raggiungibili. Accade così che iniziamo a paragonare la nostra vita a quella degli altri, non facendo altro che incrementare i nostri stati di ansia che ostacolano le nostre possibilità di vivere con serenità questi anni della nostra esistenza.

La crisi dei trent’anni: quali sono le origini dell’ansia?

Tra i 25 e i 35 anni sono diversi i compiti a cui siamo chiamati a rispondere. Di conseguenza, nel momento in cui non riusciamo pienamente a rispondere a queste richieste evolutive, possono originarsi degli stati di ansia o di stress.

Uno dei motivi più comuni all’origine dei vissuti ansiogeni riguarda il raggiungimento della propria indipendenza economica e della stabilità lavorativa. Succede spesso che dopo aver studiato molti anni e inseguito le proprie passioni, si è costretti a dover accettare posizioni lavorative non coerenti con i propri desideri. Così, dopo aver passato molto tempo della propria vita alla ricerca di un lavoro affine ai propri interessi, si deve fare i conti con i bisogni concreti e le necessità che la vita impone, arrivando spesso a rinunciare a qualcosa pur di poter provvedere in modo autonomo a se stessi.

L’ansia deriva proprio dal processo di elaborazione del lutto della propria identità ideale e consiste, cioè, nel divenire consapevoli che le aspettative da tempo costruite su di sé e sui progetti personali devono essere lasciate andare e almeno in parte riviste, per essere più aderenti alla realtà in cui si è inseriti.

Un altro aspetto cruciale di questa fase del ciclo di vita riguarda il bisogno di costruire relazioni sentimentali strette, basate sulla fiducia e sull’intimità: infatti, proprio in questi anni emerge maggiormente il bisogno di trovare un partner stabile con cui condividere momenti di vita, progetti futuri e anche poter pensare alla costruzione di una propria famiglia. Non è quindi raro che nel momento in cui ci si ritrova da soli alla soglia dei trent’anni si inizi a vivere l’ansia legata a tali aspettative relazionali tipiche di quest’età, derivanti anche dalla propria famiglia e dalla società in generale.

Si tratta, perciò, di un momento in cui tutti noi siamo chiamati a rivedere le nostre priorità a livello relazionale, sociale e lavorativo: inevitabilmente tutti questi cambiamenti possono determinare l’emergere di sofferenza, derivanti spesso dalla perdita di affetti, relazioni, ideali di sé e progetti.

La crisi dei trent’anni: come vivere con serenità questa fase della vita?

Sicuramente le maggiori responsabilità che derivano dal diventare adulti comportano una certa dose di ansie e di stress, questo però non significa che non ci sia la possibilità di costruire nuovi equilibri.

Ci sono alcune strategie che possono aiutarci a vivere con la giusta serenità questi anni.

Non avere fretta

Segui il tuo tempo senza lasciarti influenzare dalle scadenze dettate dalle aspettative sociali. Non importa se sei uscito fuori corso all’università, se ancora non hai raggiunto i tuoi obiettivi lavorativi o se ancora non hai trovato la persona giusta con cui costruire una famiglia. La cosa realmente importante è l’impegno che ci si mette in ciò che si fa, indipendentemente dalle scadenze temporali imposte dagli altri.

Prova a cambiare prospettiva

Spesso ci troviamo bloccati proprio perché continuiamo a replicare gli stessi schemi di pensiero e di azione in modo incondizionato. È però importante capire che, nel momento in cui cresciamo, cambiano non solo i ruoli che assumiamo ma anche i fattori contestuali con cui ci rapportiamo. Quindi è inevitabile che le modalità che hanno accompagnato le fasi precedenti della nostra vita necessitino di una modificazione per non correre il rischio di divenire disfunzionali e poco efficienti nel rispondere alle richieste del presente. A volte cambiare il proprio punto di vista diventa essenziale!

Accetta di non poter avere il controllo su ogni cosa

Nonostante i nostri sforzi, l’impegno e la volontà, alcune cose sfuggono al nostro controllo. È importante imparare l’arte di accettare con serenità che le cose nella vita non possono sempre andare per il verso giusto e soprattutto nella direzione che avremmo sperato. Il segreto è proprio quello di cercare di lasciare andare ciò di cui non possiamo ritenerci responsabili o di cui non possiamo avere controllo.

Prova a vedere le difficoltà come delle sfide

Se ci limitiamo a osservare ciò che non va e quello che vorremo di diverso nella nostra vita sarà più difficile poter uscire dai momenti di crisi. Al contrario vedere questi momenti come delle sfide ci aiuta ad assumere uno sguardo più ampio in cui quello che non va può trasformarsi in opportunità. Spesso, infatti, i pensieri negativi sono deleteri perché minacciano la nostra possibilità di riuscita, viceversa se proviamo ad approcciarci alle difficoltà con un atteggiamento propositivo avremo anche maggiori probabilità di successo.

Condividi le tue ansie con qualcuno

Tenersi tutto dentro può essere deleterio e controproducente. Parlare con gli altri dei propri problemi permette sia di razionalizzare meglio la situazione, sia di alleggerirvi del peso che state portando. Inoltre, poter confrontarsi con qualcuno permette anche di ampliare i propri punti di vista aprendosi anche verso nuove possibili soluzioni. È importante sottolineare che nel momento in cui l’ansia e lo stress vissuti compromettono le nostre normali attività della vita quotidiana e il nostro funzionamento a livello relazionale, sociale o lavorativo, è utile rivolgersi a un professionista.

La crisi dei trent’anni: conclusioni

Come abbiamo visto, i trent’anni sono un periodo difficile della vita, caratterizzato da cambiamenti e grande incertezza. Le pressioni sociali, culturali e familiari sono costante fonte di stress e ansie. L’importante è rimanere focalizzati sull’obiettivo, senza perdere mai la speranza e cercando di cogliere le opportunità la vita ci regala.

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