LANGUISHING

IL TORPORE EMOTIVO DELL’EPOCA PANDEMICA

Vi capita di provare spesso una sensazione di apatia e indifferenza? Oppure di non saper trovare una definizione ai vissuti emotivi provati? Questo clima emotivo più che uno stato di malessere potrebbe essere meglio definito come un’assenza di benessere. Una sensazione di una mancanza, piuttosto che di una problematica evidente. Sempre più ricerche e dati clinici hanno evidenziato che questa condizione si stia sempre più diffondendo nella popolazione a partire dai numerosi cambiamenti che hanno caratterizzato le nostre esistenze nel corso dello scorso anno. Gli strascichi emotivi della pandemia sono ormai sempre più evidenti. Tanto da aver portato alla coniazione di un nuovo termine per definire questo clima emotivo di torpore: il languishing.

CHE COS’E’ IL LANGUISHING?

Questa parola inglese potrebbe essere tradotta con il termine italiano languire. Si configura come uno stato emotivo caratterizzato da senso di vuoto e stagnazione. Il primo ad adottare questa terminologia è stato lo psicologo e sociologo C. Keyes, indicando con questo stato una condizione che si colloca a metà tra benessere e patologia. Infatti, il languishing non è un disturbo psicologico ma è spesso correlato alla percezione di un basso livello di benessere e soddisfazione personale.

PERCHE’ QUESTA CONDIZIONE E’ LEGATA ALLA PANDEMIA DA COVID-19?

Questo stato emotivo deriva dal clima emotivo precedente che ci siamo trovati ad affrontare, in modo imprevedibile, all’inizio della pandemia. Il senso di perdita che ha caratterizzato l’esistenza di ognuno di noi è stato terreno fertile per il crearsi di questa emozione. Le varie forme di perdita che abbiamo affrontato ha messo il nostro benessere a dura prova. Dalla perdita di persone care, di lavoro, di momenti di svago, alla perdita di piccoli momenti che ci accompagnavano nella nostra quotidianità e routine. Ci siamo così trovati improvvisamente a dover sospendere le nostre vite e a dover trovare nuove modalità di condurre le nostre esistenze. Spesso, passando per cambiamenti di tipo radicale.

Vivere in un tempo sospeso, senza la possibilità di portare avanti i progetti di vita e gli obiettivi che ci eravamo posti, ha condotto gradualmente ad una condizione di stallo generale, correlato a sensazioni di indifferenza e rassegnazione, portando così all’insorgenza del languishing.

LANGUISHING

Le sensazioni legate a questo vissuto emotivo sono la mancanza di gioia e di scopi. Questi aspetti ci conducono a vivere la nostra vita un passo indietro, come se non potessimo viverla al massimo della nostra potenzialità. 

Come siamo giunti fino a qui? Questa condizione è emersa perché abbiamo sperimentato a lungo l’assenza di elementi positivi nella nostra vita. Come ad esempio la programmazione di obiettivi, il raggiungimento di soddisfazioni sia in termini lavorativi, che personali e relazionali, la socializzazione e l’interesse per il vivere pienamente la nostra quotidianità.

LANGUISHING: le conseguenze

Le conseguenze che più sembrano essere associate a questo stato emotivo riguardano difficoltà di concentrazione e mancanza di motivazione. Questi aspetti si riversano negativamente sul nostro rendimento scolastico e/o lavorativo e sulle relazioni sociali. Insomma, proprio in questo momento in cui elementi come la motivazione e la vitalità dovrebbero guidarci nella ripartenza e nel graduale ritorno alla nostra normalità, ci troviamo con meno risorse a disposizione e di conseguenza possiamo rimanere bloccati in una fase di stallo.

Le ricerche fin ora condotte, hanno evidenziato che i soggetti con alte competenze di gestione dello stress sono meno inclini a sviluppare il languishing, poiché possiedono maggiori capacità di resilienza e assertività. Al contrario, tale stato emotivo sembrerebbe maggiormente correlato a persone con scarse strategie di coping, livelli elevati di stati d’ansia e depressivi, nonché le persone con livelli elevati di estroversione, in quanto, maggiormente sofferenti a causa delle restrizioni a livello sociale correlate alla pandemia.

LANGUISHING: COME SI PUO’ INTERVENIRE?

Il languishing rappresenta una condizione di sofferenza legata ad una sensazione di vuoto e di mancanza. Spesso, questo stato emotivo si insinua in modo subdolo. Rendendolo così difficile da identificare, in quanto, può rimanere latente e influenzare negativamente la nostra esistenza, senza però portarci a chiedere un aiuto esterno.

LANGUISHING

Di conseguenza, il primo passo da seguire è quello di iniziare a dare un nome a ciò che proviamo e percepiamo del nostro mondo interiore. Dare un nome è particolarmente importante. Ci aiuta sia a prendere una maggiore consapevolezza di noi stessi, sia a dare un significato a quello che viviamo.

Un altro aspetto rilevante è ricordare a se stessi di non essere soli. Sono in molti a provare questo stato emotivo e isolarsi può rappresentare un fattore di rischio per un aggravarsi della sofferenza. Per questo motivo cercare una rete di supporto è fondamentale, circondandosi delle persone care, cercando nuovi ambienti di socializzazione e ricordandosi di chiedere un aiuto specialistico nel momento in cui la condizione diviene invalidante. 

Infine, può essere utile cercare di focalizzarsi su piccoli obiettivi giornalieri, che possano rinnovare il nostro entusiasmo tramite feedback positivi, procedendo però in modo graduale con piccoli passi. Questo può riaccendere la nostra vitalità, aiutandoci a riscoprire le nostre passioni e ad investire il nostro tempo e le nostre energie in nuovi progetti personali. Ad esempio, portare a termine un lavoro, dedicarsi ai propri passatempi preferiti o trovarne di nuovi, dedicare del tempo a sé stessi facendo una camminata all’aria aperta, rappresentano solo dei piccoli spunti che possono coinvolgerci e allontanarci dalla negatività, favorendo l’aumento del senso di auto-efficacia personale.

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