VITA DI COPPIA: LE PROBLEMATICHE DA SUPERARE

PSICOLOGA E PSICOTERAPEUTA SILVIA CERIANI

Monia Pozzoli: “Buongiorno a tutti. Mi trovo oggi in compagnia della Dottoressa Silvia Ceriani, psicologa e psicoterapeuta presso STA, Studio di Terapia per Adulti, a Saronno. Oggi tratteremo il tema della terapia di coppia nella coppia.
Buongiorno Dottoressa Ceriani.”

Silvia Ceriani: “Buongiorno.”

LE PROBLEMATICHE PIU’ FREQUENTI

Monia Pozzoli: “Quali sono le problematiche di coppia che incontra più spesso nella pratica clinica?”

Silvia Ceriani: “Molto diverse tra di loro perché le coppie portano con sé problematiche e storie davvero complesse, dove si mischiano insieme due storie familiari: la storia di entrambi i partner che arrivano insieme ad incastrarsi. Nel loro percorso, ad un certo punto, queste storie possono non funzionare, quell’incastro tende un po’ a rompersi, fatica a stare insieme. E allora si innescano dei meccanismi che portano la coppia, spesso, in terapia. Quali possono essere queste situazioni? Molto spesso separazioni, quindi il desiderio da parte di uno o di entrambi di separarsi e capire se è veramente quello che vogliono o meno. Altre volte il conflitto agito, dove le discussioni sono forti e occupano la maggior parte del tempo della coppia. O a volte, in cui questo conflitto non viene agito e rimane in un certo senso latente, la coppia non sta bene e mostra comunque malessere. Poi ci possono essere gli eventi che intervengono nel percorso e nel ciclo di vita di una coppia, che possono essere lutti, perdite, perdita del lavoro oppure infertilità, momenti di difficoltà nell’avere figli. Anche questo porta spesso la coppia ad un bivio, in quel punto in cui le risorse vengono meno e quindi si ha bisogno di un qualcuno che possa aiutare i due partner a trovare una nuova strada e delle risorse per mettersi in gioco.”

RIVOLGERSI A UNO PSICOLOGO

Monia Pozzoli: “Quando a due persone che vivono una relazione d’amore occorre rivolgersi ad uno psicologo?”

Silvia Ceriani: “Sicuramente non c’è una risposta valida per tutti. La cosa più importante è, innanzitutto, quando si sente la necessità, non vergognarsi e non avere timore di rivolgersi ad uno psicologo in quanto importante e utile. Pensare, inoltre, che non sono percorsi lunghissimi, quando ci si rivolge ad uno psicologo si ha poi la paura di dover intraprendere cammini di anni. Non è detto, non è sempre così: a volte bastano anche pochi incontri per affrontare una tematica e un problema. Quando rivolgersi? Sicuramente in tutti quei momenti in cui si trovano delle difficoltà, in cui la coppia avverte una fatica e quella fatica si sente che non si riesce più a superare insieme, non bastano le risorse di entrambi ma ci vuole qualcuno che possa aiutarli. Sicuramente sono tutte quelle situazioni che dicevamo prima, quindi eventi e momenti di crisi dove le risorse vengono a mancare e si ha bisogno di ritrovarle, situazioni di difficoltà. Può essere anche solo uno all’inizio che ha la volontà e il desiderio di intraprendere questo percorso e poi ci si può lavorare insieme affinché anche l’altro possa trovare una motivazione nell’affrontare questo percorso. È importante che almeno uno dei due sia motivato. In generale, quando sullo sfondo c’è un legame, c’è la voglia di stare insieme, di affrontare comunque un percorso insieme come coppia, si ha la voglia di ritrovare quel stare insieme che c’era all’inizio. Questo sicuramente è importante. La terapia di coppia non si fa quando prevale il desiderio di volersi separare, in quel caso si attivano altri percorsi. Ma laddove c’è anche uno spiraglio di luce, si vuole ancora stare insieme, ci si crede ancora in quel legame, allora è importante un percorso di coppia.”

Monia Pozzoli: “In cosa consiste, quindi, una terapia di coppia?”

Silvia Ceriani: “Consiste in un percorso in cui vi è al centro la relazione, quindi ci sono due partner che stanno insieme, convivono o sono sposati, c’è un legame che li tiene insieme. E il protagonista è proprio questo legame: la relazione di coppia. Una terapia prevede diversi momenti. Una fase iniziale che, nel mio approccio, chiamo consultazione, è un momento in cui si fa il punto della situazione, ci si conosce, si conosce la coppia, si individuano quelli che sono i nuclei problematici per quella situazione e per quella relazione. Si inizia impostando un primo step del lavoro, si imposta quella che può essere l’agenda di lavoro con la coppia, si stabiliscono insieme degli obiettivi, dove si vuole arrivare. A volte questa fase di consultazione, per alcune coppie, è sufficiente per affrontare quella che è la loro problematica, perché districa un po’ di nodi, e permette loro di conoscere. Come abbiamo detto, al centro vi è la relazione. Ci possono però essere dei momenti e dei colloqui individuali perché magari si ha bisogno di approfondire il percorso dell’uno o dell’altro partner. Quindi sicuramente al centro vi è la coppia, ma questo non vuol dire che non ci siano anche momenti individuali, in cui ognuno porta un pezzo di sé stesso. Mi piace immaginare le sedute di terapia di coppia come una danza in cui il terapeuta osserva quello che succede in seduta, quindi la danza tra i due partner, quello che accade tra di loro. A volte mi limito a guidare quello che accade, altre volte ad osservare, altre volte si cerca di tirar fuori l’aspetto emotivo perché anche le emozioni sono protagoniste delle coppie in difficoltà, talvolta invece l’aspetto è nascosto, non vengono tirate fuori le emozioni. Invece sono proprio quelle che hanno bisogno di essere elaborate o discusse e portate in terapia.”

Monia Pozzoli: “É possibile affrontare anche il tema della sessualità?”

Silvia Ceriani: “Assolutamente sì, alle volte può essere un elemento che interviene, nel senso che la sessualità e l’intimità sono qualcosa di fondamentale in una coppia. Quindi talvolta è proprio una conseguenza di quei momenti di crisi che una coppia vive, per cui c’è il calo del desiderio, il calo dell’intimità. Quindi, risolvendo alcune dinamiche di coppia, la sessualità viene poi di conseguenza risolta e migliorata. Altre volte, invece, può essere proprio un nucleo problematico e quindi portato al centro dell’attenzione fin da subito.”

Monia Pozzoli: “Quando ha senso intraprendere un percorso insieme, anziché un percorso individuale?”

Silvia Ceriani: “Tutte le volte e le situazioni in cui la problematica riguarda la relazione che vivo, la coppia in cui sono inserito e di cui faccio parte. In quelle situazioni devo per forza portare avanti quella che è una terapia di coppia, non posso portare avanti una terapia individuale. Rischierebbe infatti il fallimento quella terapia perché l’immagine è un po’ quella di due persone che vanno avanti insieme, ma se uno dei due fa terapia e l’altro no, succede che uno va avanti e l’altro resta indietro, quindi per forza la coppia risulta sbilanciata. In tutte quelle situazioni in cui la problematica riguarda me, ma affianco a me c’è un’altra persona che, per quanto importante essa sia, porta, mi aiuta oppure favorisce il mio star bene oppure lo peggiora. Quindi è importante in quel caso portare avanti una terapia di coppia. L’attenzione quando ci sono dei figli, in quel caso è forse bene pensare ad una terapia di tipo familiare per mettere insieme i bambini che vivono poi le situazioni di coppia, le crisi, le lotte, gli scontri. Quindi fare attenzione se la coppia è solo io e il mio partner o se ci sono anche di mezzo i figli, in quel caso è bene portare avanti un percorso familiare e non solo di coppia. In tutti gli altri casi la terapia di coppia è quella che può aiutare a risolvere tutte quelle questioni che sono legate alla coppia stessa. Pensiamo a situazioni di affidamenti, di separazione o di sessualità, in quei casi è importante che ci siano entrambi i partner. Poi, come dicevamo, ci possono essere sedute anche individuali. La terapia di coppia prevede anche dei momenti individuali, ma al centro c’è sempre la relazione. Il focus è sempre sulla relazione. Escluderei invece tutte quelle situazioni in cui ci sono vittime di abuso o altri maltrattamenti. In questo caso si va in un altro ambito che non è più la terapia di coppia, ma servono altri tipi di percorsi.”

MA LA TERAPIA DI COPPIA FUNZIONA?

Monia Pozzoli: “Da cosa dipende l’efficacia verso la psicoterapia?”

Silvia Ceriani: “Da più fattori, sicuramente il terapeuta. In questo caso io gioco un ruolo importante nel far sì che una terapia funzioni o meno, la capacità di entrare in empatia con la coppia, la capacità di ascolto, di non giudizio, di mettersi in posizione neutrale. Quindi saper stare con entrambi i partner ha un ruolo fondamentale perché la coppia, i partner, le persone, si sentano accolte e possano portare avanti questo percorso. Sicuramente quello è un aspetto fondamentale. Poi, come dico sempre in tutti i percorsi che inizio, il terapeuta non ha la bacchetta magica, quindi i problemi non si risolvono magicamente. È necessario che la coppia si metta in gioco, in discussione, che abbia la volontà di provare dei cambiamenti. Perché poi la terapia che cos’è? Che cos’è l’esito della terapia? Un cambiamento fondamentalmente. Un cambiamento nella relazione di coppia, piccolo o grande che sia, ma è un cambiamento che la coppia fa. È quindi necessario che la coppia si metta in gioco, che provi a portare avanti questi cambiamenti, altrimenti la terapia non può funzionare se la coppia non si mette in gioco a sua volta. Quindi è un mix tra terapeuta e coppia.”

Monia Pozzoli: “Quali consigli si sente di dare alle coppie che ci stanno guardando?”

Silvia Ceriani: “Possono essere banali e scontati questi consigli, però sempre più spesso quando mi trovo a parlare e a confrontarmi con le coppie in seduta mi rendo conto che sempre la coppia ha bisogno di momenti di coppia per riscoprire un po’ quella passione iniziale dell’innamoramento iniziale dei due partner. I momenti loro speciali devono essere presenti per la coppia. E poi la capacità di provare ad ascoltarsi. È difficilissimo ascoltare l’altro, però davvero ritagliarsi quello spazio in cui io ti ascolto, metto da parte quei pensieri, quei preconcetti su di te e ascolto quello che hai da dirmi in maniera neutra e poi rispondo e ho tempo per replicare, ma intanto fermo tutti i pensieri e ascolto chi ho di fronte. Ecco, questa è una cosa difficile da fare nelle coppie, magari si parla tanto nelle coppie ma si ascolta davvero poco l’altro o si parte già con l’idea “ma tu mi volevi dire questo”. Invece mi metto in ascolto di quello che mi vuole dire l’altro, dei contenuti, senza generalizzare, senza andare già avanti, ma proprio stando nel qui ed ora di quello che mi sta dicendo adesso il mio partner, di quello che mi sta comunicando ora. E rispondere allo stesso modo di quello che vivo io in prima persona. È bello poter dire “io mi sento così”, non “tu mi fai stare così”, ma “io mi sento così quando tu mi dici queste cose”. Parlare in prima persona, anche questo aiuta molto. Se parlo in prima persona ti do un messaggio, se invece parlo in seconda persona dicendo “tu mi fai stare così” in qualche modo ti addosso la colpa, la responsabilità di qualcosa. Fondamentalmente queste due cose: ritagliarsi dei momenti e ascoltarsi reciprocamente.”

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